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Il
cuore di un'auto a idrogeno moderna sono le celle a
combustibile: dispositivi che trasformano l'energia
prodotta da una reazione chimica in elettricità.
Tale reazione, detta ionizzazione, fa si che gli
elettroni strappati agli atomi d'Idrogeno allo stato
gassoso generino un flusso di corrente continua che
viene direttamente utilizzata per alimentare il
motore elettrico che spinge l'auto; in pratica le
celle a combustibile si comportano quasi come una
grande batteria. |
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Il
tutto avviene senza nessuna combustione, da una
parte entra il "gas", dall'altra, dopo la reazione
chimica, escono energia e vapore acqueo. L'idrogeno
allo stato gassoso può essere ricavato da un gas
molto comune: il metano; ma è necessario stoccarlo
in bombole ad alta pressione e necessita di costosi
sistemi di distribuzione. Questo aspetto attualmente
rappresenta uno dei maggiori problemi che i
costruttori si trovano ad affrontare e rimanda la
produzione in serie delle auto a idrogeno.
Fortunatamente la ricerca ha dimostrato che
l'idrogeno si può ricavare anche in altri modi, per
esempio estraendolo con processi chimici alternativi
da alcuni tipi di carburanti tradizionali facili da
distribuire e da reperire come: benzina, nafta,
metanolo ed etanolo.
Quasi tutti gli
esperti del settore automotive sono concordi nel considerare
l'idrogeno il carburante per le auto del futuro. Alcune case costruttrici,
come Bmw, Mercedes, Nissan e Honda hanno investito negli
ultimi anni molte risorse in ricerca e progettazione per lo
sviluppo di prototipi di auto a idrogeno da produrre in serie entro i prossimi 5-6
anni.
Ignorando
gli alti costi di produzione e i problemi relativi al
rifornimento alcune di queste auto alimentate ad idrogeno
potrebbero già circolare sulle nostre strade, lo dimostrano
modelli come la
Bmw Serie 7 Hydrogen, la Honda FCX Clarity e la Mercedes Classe
B F-Cell.
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